
Il twill è uno dei tessuti più versatili utilizzati nella camiceria da uomo. La sua caratteristica più riconoscibile è la diagonale che attraversa la superficie, un effetto che nasce dalla particolare armatura con cui viene costruito: la saia.
La saia è un tipo di intreccio nel quale i fili di ordito, disposti nel senso della lunghezza del tessuto, e quelli di trama, disposti trasversalmente, si incrociano secondo una sequenza sfalsata. A ogni passaggio, il punto in cui i fili si sovrappongono si sposta rispetto a quello precedente: è questo movimento progressivo a creare sulla superficie la caratteristica linea diagonale del twill.
È quindi la struttura stessa del tessuto, e non una lavorazione applicata successivamente, a creare quell’effetto che rende il twill immediatamente riconoscibile.
La diagonale può essere più o meno evidente a seconda del tipo di saia, della densità dei fili e della costruzione del tessuto. Questa particolare armatura non determina soltanto l’aspetto del twill, ma contribuisce anche alla sua mano, alla sua flessibilità e alla sua resistenza.
Il risultato è un tessuto che può avere caratteristiche molto diverse a seconda della fibra, della finezza dei filati e del peso: può essere leggero e raffinato oppure più consistente, mantenendo però quella costruzione diagonale che lo distingue.
Twill e popeline: qual è la differenza?
Twill e popeline possono essere entrambi utilizzati per realizzare una camicia elegante e versatile, ma partono da due costruzioni diverse.
Il popeline ha un’armatura a tela, mentre il twill ha un’armatura a saia. Nel primo caso la superficie risulta liscia e regolare; nel secondo la disposizione sfalsata dei fili crea la caratteristica diagonale.
Questa differenza si percepisce anche al tatto: il popeline tende ad avere una mano più asciutta e lineare, mentre il twill è generalmente più morbido e flessibile.
Non è quindi una questione di quale tessuto sia migliore, ma di quale costruzione sia più adatta al risultato che si vuole ottenere.
Una costruzione che cambia la mano
La particolare armatura del twill permette di ottenere un tessuto che accompagna bene i movimenti del corpo, senza risultare necessariamente rigido.
La mano può cambiare molto in base alla composizione e alla grammatura: un twill leggero può avere un aspetto raffinato e discreto, mentre un tessuto più consistente può trasmettere una sensazione più strutturata.
Anche il colore può apparire diverso rispetto a una superficie liscia. La diagonale crea infatti un gioco di luce che dona maggiore profondità e carattere al tessuto.
Perché il twill è un tessuto pratico?
La struttura del twill contribuisce a renderlo resistente e adatto a un utilizzo frequente. È una delle ragioni per cui viene scelto non soltanto per camicie eleganti, ma anche per capi destinati a essere indossati con continuità .
Un altro aspetto apprezzato nella vita quotidiana è la facilità di gestione. Molti twill di cotone si stirano con relativa facilità e, una volta sistemati, riescono a mantenere un aspetto ordinato a lungo.
Naturalmente non significa che il twill non si sgualcisca: anche in questo caso contano la fibra, la qualità del filato, il peso e i finissaggi del tessuto.
Quando scegliere il twill?
Il twill è una buona scelta quando si cerca una camicia che unisca comfort, praticità e un aspetto leggermente più ricco rispetto a un tessuto dalla superficie completamente liscia.
Può essere particolarmente indicato per:
- camicie da indossare frequentemente;
- chi preferisce una mano morbida e non troppo rigida;
- camicie da lavoro che devono mantenere un aspetto ordinato;
- chi viaggia e apprezza un tessuto semplice da gestire;
- camicie più consistenti per i mesi freddi, scegliendo grammature adeguate.
La possibilità di trovare twill molto diversi tra loro rende però importante valutare sempre il singolo tessuto e non soltanto il nome dell’armatura.
Come riconoscere un buon twill?
La sua qualità non dipende soltanto dalla presenza della caratteristica diagonale.È importante osservare la regolarità della superficie, la qualità e la finezza dei filati, la densità della costruzione e il rapporto tra peso e mano.
Un buon twill dovrebbe presentare una diagonale regolare e una superficie pulita, senza perdere naturalezza al tatto. Anche la caduta deve essere coerente con il peso del tessuto: un twill leggero non dovrebbe risultare eccessivamente rigido, così come un tessuto più consistente deve mantenere una buona libertà di movimento.
Come prendersene cura
Per un twill di cotone è generalmente preferibile un lavaggio non troppo aggressivo e una temperatura adeguata al tessuto. Dopo il lavaggio è utile stendere o appendere la camicia appena possibile, così da evitare che le pieghe si fissino nel tessuto.
Per la stiratura, il vapore può aiutare a distendere le fibre e ad ottenere rapidamente una superficie ordinata.
Come per gli altri tessuti, la cura corretta contribuisce a mantenere nel tempo la mano, l’aspetto e la qualità del capo.
Un tessuto da scegliere in base all’uso
Il twill ha una caratteristica interessante: pur partendo da una costruzione precisa, può dare origine a tessuti molto diversi tra loro.
Per questo, nella scelta di una camicia, non mi fermo al nome dell’armatura. Guardo il peso, la composizione, la mano, la stagione in cui verrà indossata e soprattutto il modo in cui la persona utilizzerà quella camicia.
Nella camiceria su misura non mi limito a considerare le caratteristiche del tessuto. Parto sempre dall’ascolto della persona che indosserà la camicia. Cerco di capire come verrà utilizzata, per quanto tempo durante la giornata, in quale contesto e quali caratteristiche siano davvero importanti per chi la sceglie.
Il twill può essere la scelta giusta per chi cerca una camicia morbida, pratica e resistente, con una superficie che abbia più carattere rispetto a un tessuto completamente liscio. Ma anche qui non esiste una scelta valida per tutti.
E’ questo il valore della camiceria su misura: conoscere la materia, comprenderne le caratteristiche e saperla mettere in relazione con la persona.
Perché dietro una camicia apparentemente semplice c’è sempre un tessuto da conoscere, ma soprattutto una persona da ascoltare.
Corrado


